Un progetto di :

Baria Petrosino Letizia

Sono Letizia un atleta di scherma paraolimpica, sono una persona positiva ed ottimista non mi sono mai soffermata, o quasi, a vedere quello che non potevo più fare bensi ho pensato a come sfruttare al meglio, quello che mi rimaneva Sito web
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La Gara di Gorizia

E' la gara più importante dell'anno schermistico 2016/2017 alla quale parteciperanno tutti gli schermitori paralimpici italiani che si sono qualificati durante la stagione.

 

La mia storia

26 dicembre 2008

Persi conoscenza e fui ricoverata d'urgenza, sedata ed intubata e spedita con la massima velocità nel reparto di neurochirurgia di Firenze - Careggi. Mi trovavo lì perchè un'emorragia cerebrale nell'emisfero destro del cervello mi aveva fermato il cuore, e tutto il mio corpo. Fui operata subito con l'embolizzazione di una parte di MAV ( Malformazione Arterovenosa) che solo in quel momento scoprimmo che tenevo addosso, ci ero nata con questa malformazione ma fino ad allora non aveva sanguinato, mi hanno anche detto che poteva anche non sanguinare mai..

Ma per motivi di crescita quel giorno ha deciso di sanguinare. Dopo ore in sala operatoria l'angiologo e Neurochirurgo Mangiafico usci e rassicurò mia madre dicendole che questa prima operazione era andata bene e che io ero stabile.

Passati circa 15 giorni

l'equipe medica decise che era il caso di terminare l'operazione con una seconda embolizzazione. Non andò affatto bene.

Durante l'operazione di microchirurgia non so come un altra venuzza della MAV si ruppe versando così ulteriore sangue sul sangue che ancora non si era completamente riassorbito. Così d'urgenza si affrettarono per mettermi un drenaggio esterno (praticamente mi trapanarono il cranio per permettere al sangue di uscire più velocemente). Fù allora che dissero a mia madre che se nelle 48 ore successive non  si era ristabiizzata la pressione intracranica sarebbero stati pronti ad intervenire per farmi restare in vita. Grazie a Dio mi ristabilizzai e da lì inizio il lungo processo di riabilitazione.

26 gennaio 2009

Mi svegliai dal coma farmacologico in un corpo che non conoscevo, mi dovetti adattare a stare completamente sdraiata nel letto con molte flebo, senza parlare perchè nel frattempo mi avevano fatto una tracheotomia per permettermi di respirare e soprattutto non muovevo ne il braccio ne la gamba sinistra, la lesione era stata forte. anche gli occhi ne hanno subito.

Nei Mesi Successivi

Fui trasferita all'ospedale di Camaiore, Io e mi madre vivevamo dentro quella camera che avevamo reso più colorata attaccando dei quadretti con delle foto mia di quando ero una ginnasta e mi divertivo con gli amici. Due mesi lì e poi Fui trasferita all'ospedale di Milano, il San  Raffaele per essere sottoposta ad un ' altro tipo d'intervento sempre alla testa.

Allora stavo in sedia a rotelle con il braccio sinistro ipotonico e praticamente non vedevo quasi nulla perchè nei miei occhi ci stava una simpatica macchia di sangue che mi oscurava tutto quello, o quasi, che  vedevo, ero calva avevo perso tutti i miei bellissimi riccioli avevo addirittura perso le sopracciglia. Ma vabè a Milano feci questa operazione in Gamma knife andò tutto bene solo mi dissero. "Letizia la MAV è veramente grossa dovrai tornare il prossimo anno per finire l'operazione". Questo stava a significare che potevo tornare a casa mia solo che dovevo stare comunque attenta perchè la MAV era comunque non completamente chiusa. Ero fuori pericolo.

Avevo ripreso più o meno la mia vita in mano.

Allora anche se in sedia  a rotelle adoravo stare in compagnia, ricordo mia madre che dopo le fisioterapie mi portava dall'amica e con lei passavamo sempre del tempo nel nostro vecchio bar, Molti dei miei vecchi amici non mi trattavano più per quella che ero mi osservavano da lontano come se quello che mi fosse accaduto potesse infettarli, altri si divertivano a portarmi in giro con la sedia a rotelle e passare avanti alle file ahahah.

Finalmente la mia gamba sinistra iniziava a recuperare forza e prima con il quadripode, poi stampelle, poi bastone ripresi piano piano a camminare. Improvvisamente stavo tornando per la gente normale una di loro.

Ripresi la scuola, ricominciai ad uscire anche in luoghi serali con gli amici ecc..

Poi un giorno incontrai una ragazza che mi chiese se volevo essere aiutata visto che zoppicavo, (lei era emiplegica come me). io risposi di no, ma presentandoci andammo a prendere un caffè per fare due chiacchere.

Parlando delle nostre esperienze da emiplegiche mi fece ricordare del mio amore che avevo chiuso nel cassetto, quello dello sport. Mi disse che c'era una palestra paralimpica e che se avessi voluto mi ci avrebbe accompagnato lei il giorno seguente. Fu il giorno seguente che iniziai il percorso che tutt'oggi faccio, quello della schermitrice paralimpica. 

In solo qualche lezione di scherma mi appassionai alla Spada, iniziai a vedere che poi tanto male non ero con la spada e iniziarono le gare. Già in prima gara mi portai a casa la medaglia di bronzo, e da lì che capii che potevo a tutti gli effetti tornare ad essere la sportiva che ero un tempo  e riscoprii la gioia e l'amore che mi dava l' ambiente competitivo, Mi ero ufficialmente rimessa in gioco.

Oggi sono passati solo 2 anni ma le soddisfazioni che ho avuto con lo sport non sono state poche, anzi...

La mia prima gara di scherma paralimpica internazionale. 

In questa manifestazione si sono riuniti ben 19 paesi.

Appena arrivai al PalaCUS di Pisa mi tremavano le gambe... Il semplice fatto che avrei partecipato ad una gara così importante metteva in ombra qualsiasi altra cosa che poteva passarmi per la testa. Nonostante fossi intimidita dalle mie avversarie entrai nel palazzetto a testa alta. 

Usciti i gironi mi accorsi che c'erano delle donne che erano enormi a confronto mio sia di statura che di esperienza schermistica.  Feci la gara con sempre un gran sorriso sul volto proprio perchè mi sentivo onorata di star lì. Tutto sommato sono arrivata 14^ così entrando nel ranking mondiale al 51esimo posto (che per me è tanta roba!!!!! =D).

Finita la gara, anche se ricoperta di lividi -.-' continuavo a sorridere, le scariche di adrenalina che ho avuto durante la gara le ho smaltite in 3 giorni da quanto erano state intense. Quindi ora più che mai mi allenerò per riavere soddisfazioni di questo genere.

Dopo tutto ho avuto anche il modo di far amicizia con alcune mie avversarie... e forse è questo il bello delle gare paralimpiche, fuori dalla pedana siamo tutte amiche!!  

World cup Pisa 2017

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